Gemma Lo Nardo  

Sono nata nel 1983 a Locarno, figlia di due genitori “itineranti”. Ho vissuto i primi anni della mia vita su un furgone e percorso le coste di Francia, Portogallo, Italia. Ho pochi ricordi di quel periodo, ma molte foto, che raccontano momenti di semplicità, condivisione, avventura. Anche quando ci siamo stabilizzati sono cresciuta così, con una innata curiosità verso il mondo che mi circondava. Ho appreso a non dar nulla per scontato, e che si possono sempre guardare le cose da diverse angolazioni.
 
Dopo il liceo ho proseguito gli studi in psicologia, in quanto affascinata dalle neuroscienze, e ho ottenuto la Laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche.
 
In seguito ho deciso di sperimentarmi in una cosa che non avrei mai pensato di fare: il lavoro educativo con gli adolescenti. Sono finita nell'équipe Adoc della Fondazione Amilcare un po' per caso, un po' perché credo che quello che spaventa porti dei grandi insegnamenti. 
È stato un colpo di fulmine. Tra altre cose, l'approccio sistemico – relazionale, e una postura non giudicante e focalizzata sulle risorse anziché sulle debolezze, permette a ragazzi etichettati come “delinquenti” o “asociali” di scoprire lati di sé che non immaginavano di avere. La relazione educativa quotidiana offre la possibilità di sperimentare nuove modalità di interazione, di lettura della realtà, di sé stessi. Questo permette di affrontare la vita con modalità e comportamenti più funzionali.
In questo contesto ho frequentato diversi corsi di formazione, tra cui il Metodo Gordon e l'utilizzo del dispositivo di biofeedback HeartMath.
 
 
Ho sentito poi la necessità di approfondire alcuni aspetti teorici,  e di acquisire nuove competenze. Mi sono quindi iscritta al primo MAS della SUPSI in counselling cognitivo – sistemico. Questi tre anni di formazione hanno integrato perfettamente il mio percorso di vita,  formativo e lavorativo. Ho acquisito sempre più consapevolezza dei molteplici aspetti di me e dei meccanismi di funzionamento umani, e appreso diversi strumenti per poter utilizzare la mia persona in una relazione di aiuto professionale con un setting definito. “Non vediamo le cose per come sono, ma le vediamo per come siamo”, permette al cliente di riprendere in mano le redini della propria vita, facendo ordine nelle proprie preoccupazioni e mettendo a fuoco nuovi obiettivi.

Nel 2019 ho ottenuto il Master of Advanced Studies, e sono attualmente in attesa del riconoscimento da parte dell' SGfB (Società Svizzera di Consulenza).  
 
A livello personale ho un compagno da diversi anni, e due cani che rispecchiano fedelmente i nostri caratteri. Il vederle interagire ci fa sorridere e ci da molti spunti di riflessione.
Da anni pratico meditazione in modo più e meno costante e ho frequentato il modulo di Mindfulness MBSR. Ho fatto il volontariato per il Telefono SOS Infanzia. A casa ho il mio orto, che oltre a darmi cibo genuino mi permette di tenere il contatto con la terra, e mi aiuta ad ancorarmi nel qui-ed-ora. Amo passeggiare nel bosco e immergermi nei suoni della natura, e sono una divoratrice di libri. Adoro i rompicapi.
 
Anche l'incontro con Le Ali è avvenuto in maniera non programmata, e forse anche per questo ho deciso di cogliere questa possibilità e iniziare una nuova avventura. Sono dell'idea che non si smetta mai di imparare, e ho già in testa altri percorsi, sia formativi che personali da intraprendere.